Sabato 15 Gennaio

Teatro


Performance

Radio Clandestina - Ascanio Celestini

Radio Clandestina
Roma, le Fosse Ardeatine, la Memoria
uno spettacolo di Ascanio Celestini
a partire dal testo di Alessandro Portelli "L’Ordine è già stato eseguito"
Produzione: Fabbrica Srl

Sabato 15 gennaio 2022, ore 21.00
Teatro Eugenio Fassino, via IV novembre 19, Avigliana (TO)
Ingresso: 15 euro, ridotto 12 euro. Biglietti disponibili in cassa

Prevendite disponibili su Vivaticket: CLICCA QUI

Per assistere allo spettacolo gli spettatori con età superiore ai 12 anni devono essere in possesso del green pass.

Un mito raccontato al rovescio.

Il 23 marzo 1944 i Gruppi d’Azione Patriottica attaccano una colonna tedesca di polizia in Via Rasella.

Il 24 marzo per rappresaglia i nazisti uccidono 335 persone in una cava sulla via Ardeatina.

Il 25 marzo sui giornali di Roma compaiono le parole dei nazisti che annunciano tanto l’azione dei partigiani quanto l’eccidio che seguì.

Questa sembra una storia che inizia un giorno e termina due giorni dopo, che si consuma in poche ore. Ma nel libro L’ordine è già stato eseguito di Alessandro Portelli, vincitore del Premio Viareggio, questa storia di poche ore viene inserita nella storia dei nove mesi di occupazione nazista a Roma, e poi in quella dei cinque anni della guerra, dei vent’anni del fascismo: nella storia orale di Roma che diventa capitale e inizia velocemente a cambiare. Il libro si fonda su circa 200 interviste a singole persone, a testimoniare che questa non è la storia di quei tre giorni, ma qualcosa di vivo e ancora riconoscibile nella memoria di una intera città: è la storia delle donne che vanno a cercare i loro uomini, delle mogli che lavorano negli anni ‘50 e dei figli e dei nipoti che quella storia ancora la raccontano. 

A vent’anni dal debutto, Ascanio Celestini porta in scena Radio clandestina, spettacolo che riflette sulla storia e sulla memoria a partire da uno degli episodi più tragici dell’occupazione nazista in Italia.

«L’eccidio delle Fosse Ardeatine è conosciuto da tutti, e in particolare per i romani ha segnato il momento più tragico dell’occupazione nazista. In questi mesi mi è spesso capitato di parlare del progetto al quale stavo lavorando e dopo un attimo vedere la cassiera del bar o il tecnico del teatro che mi si avvicinava dicendomi “io sono il figlio del ragazzino che giocava a pallone a via Rasella il giorno dell’azione partigiana” o “io mi chiamo Carla perché mio nonno si chiamava Carlo ed è morto alle Ardeatine”. All’inizio mi sembravano casualità ma poi, riflettendoci, non è difficile capire che 335 morti alle Ardeatine hanno alle spalle centinaia di famiglie, migliaia di persone. Eppure la storia di questo eccidio è conosciuta sempre al contrario. Quasi tutti sanno che i nazisti, subito dopo l’attentato partigiano di via Rasella, mandarono in giro per Roma centinaia di comunicati, sui manifesti, sui giornali e alla radio. Ma visto che i partigiani non si presentavano, risposero al loro silenzio uccidendo dieci italiani per ogni tedesco morto. È una storia che sanno tutti anche se è una grande menzogna, e questo per ammissione degli stessi tedeschi. Nel processo del novembre ’46 al giudice che chiedeva: ma voi avreste potuto dire “se la popolazione romana non consegnerà entro un dato termine il responsabile dell’attentato io fucilerò dieci romani per ogni tedesco ucciso?”, Kesserling rispondeva: “ora in tempi più tranquilli dopo tre anni passati devo dire che la idea sarebbe stata molto buona”.

– Giudice: ma non lo faceste

– Kesserling: no, non lo feci.

E poi i nazisti come avrebbero potuto cercare i responsabili della bomba in via Rasella se tra l’esplosione di quella bomba e l’eccidio delle fosse Ardeatine non passarono alcuni giorni, ma soltanto poche ore.

A Roma non esiste un’immagine chiara di ciò che fu il movimento partigiano. I partigiani ce li immaginiamo mentre camminano in montagna e cantano Bella Ciao, ma a Roma erano i tedeschi e i fascisti gli unici che avevano il permesso di muoversi in gruppo e cantare. I partigiani romani si muovevano soli o in gruppi di due e Carla Capponi (che partecipò anche all’azione di via Rasella) dirà che fu un’emozione quando sentì una persona che la chiamava per nome ad alta voce.

Il racconto della lotta partigiana e dell’occupazione nazista a Roma viene spesso raccontata in maniera confusa, ma soprattutto l’eccidio delle Ardeatine e l’azione di via Rasella che lo precedette sono ormai parte di un mito negativo, di una storia che viene raccontata al contrario. Io ho provato, partendo dai materiali pubblicati nel libro di Alessandro Portelli L’ordine è già stato eseguito, a dare voce a quella parte orale della storia che ancora racconta quei giorni in maniera viva, diretta e non rovesciata.» (Ascanio Celestini)

Ascanio Celestini nasce a Roma e, dopo aver iniziato gli studi universitari di lettere, si avvicina al teatro. Nel 1988 scrive la sua prima opera teatrale, Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini, mentre nel 2002 il suo primo libro: Scemo di guerra. 4 giugno 1944. Nel 2004 è stato premiato con il premio Gassman, e nello stesso anno ha diretto il suo primo film/documentario: Senza Paura.



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