Sabato 31 Ottobre

Teatro


Performance

Ti lascio perché ho finito l'ossitocina - Giulia Pont

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti con prelazione per coloro che si erano prenotati all'appuntamento in programma questa estate e rinviato per maltempo

Ti lascio perché ho finito l'ossitocina

Ti lascio perché ho finito l'ossitocina

di e con Giulia Pont
regia FRANCESCA LO BUE
disegno luci LUCA CARBONE
produzione esecutiva TANGRAM TEATRO TORINO

Auditorium Franca Rame, Via Gorizia 51, Rivalta di Torino

Inizio spettacolo ore 21.00


Ti lascio perché tu meriti di più. Ti lascio perché ti amo troppo. Ti lascio perché ho bisogno di stare da solo. Ti lascio perché non voglio farti soffrire. Ti lascio ma tu non c'entri. Ti lascio perché voglio imparare a suonare l’ukulele...

La fine di una storia d'amore è uno degli eventi più comuni e traumatici della vita di ognuno. Un dramma che spesso si riempie di risvolti comici, talvolta assurdi. Giulia tenterà di guarire il suo mal d'amore sperimentando in maniera folle il potere terapeutico del teatro: il pubblico diventerà il suo terapeuta. Una chiacchierata spassosa e coinvolgente dove pensieri, emozioni, disastrose manovre di riavvicinamento e improbabili consigli di parenti e amici s'intreccia no. Un gioco divertente, commovente e catartico.

Una luce fredda bagna gli oggetti. Una musica senza melodia si diffonde nello spazio. Sulla scena un tavolino, una sedia rovesciata e un panno rosso. L'attrice entra in scena. Sembra proprio di essere di fronte ad uno strampalato spettacolo d'avanguardia, incomprensibile, noioso e pure mal recitato. Giulia, l'attrice di questa pièce, ha però altri pensieri per la testa, e dopo pochi minuti interrompe tutto, spezza la quarta parete e comincia a confidarsi col suo pubblico, trasfor mando la serata in una bizzarra seduta di psicoterapia: l'attrice è il paziente e gli spettatori il suo terapeuta. Un gioco a due dove il pubblico, guidato dalla protagonista, si ritrova ad avere un ruolo attivo e fondamentale dello spettacolo ponendo le domande della terapia. Giulia racconta la sua delusione d'amore, le sue sventure, le sue nevrosi. Cerca risposte scientifiche che spieghino i senti menti e leniscano la sofferenza. Tra pubblico e attrice si crea subito un rapporto intimo e di forte empatia: riconoscersi nei suoi turbamenti e nelle sue sventu re è immediato. Giulia ricrea situazioni e personaggi diversi: la parrucchiera Rosy, psicoterapeuta deludente, il trittico familiare zia-mamma-nonna, prodigo di consigli ottusi e non sollecitati, Silvia, la sfacciata "amica” in comune con l'ex fidanzato, e lui, Stefano, che l'ha lasciata per avere i suoi spazi e potersi dedicare a tempo pieno alla sua nuova passione, l'ukulele. La vendetta, desiderio inconte nibile, rimane forse l'unico sollievo possibile e a farne le spese sarà uno Stefano qualunque, pescato a caso tra le prime file. Lo spettacolo, circa 60 minuti di monologo arricchito di diversi momenti di im provvisazione, ha un ritmo coinvolgente, scuote, emoziona, diverte e lascia in bocca un sapore agrodolce.

- Vincitore Festival Monologhi Uno 2012 (FI)
- Spettacolo SOLD OUT To Fringe Festival (2013)
- Menzione Miglior Testo Originale Attori Doc 2013 (AT)
- Finalista Faenza Cabaret 2013