Venerdì 05 Aprile

Serale


Performance

Hamm - Let

HAMM-LET / Studio sulla Voracità
Da Shakespeare, Laforgue, Pasi, Moscato
TRILOGIA DELL’INDIVIDUO – PRIMA CREAZIONE 

Uno spettacolo di Piccola Compagnia della Magnolia
con il sostegno di Sistema Teatro Torino e Provincia,
in collaborazione con Théâtre Durance / Scène Conventionnée (France)
e Corte Ospitale di Rubiera (Mo)
con Giorgia Cerruti, Federica Carra, Davide Giglio
ELABORAZIONE e REGIA Giorgia Cerruti
Musiche di Nyman, Armstrong, Morin, Transiberian Orchestra, Portishead, Rita Pavone, Mia Martini
REALIZZAZIONE SCENOGRAFIA E COSTUMI Gaia Paciello, Claudia Martore, Alessandro Di Blasi – Atelier PCM
DISEGNO LUCI Riccardo Polignieri
EFFETTI SONORI G.u.p.
GRAFICA Fabio Sgorlon
FOTO DI SCENA e VIDEO Alessandro Mattiolo

Partendo dall’inesauribile capolavoro di Shakespeare e attraversando il linguaggio cruento di Muller, amm-Let/Studio sulla Voracità racconta di Amleto-Gertrude-Ofelia, tre nature che per amore si annullano a vicenda eliminando il proprio doppio, quella parte malagevole di sé che ha contagiato l’altro e che ora si ritorce sui protagonisti come una macchina infernale che divora i rapporti tra una madre ed un figlio e tra due amanti. 
La ricerca su Hamlet ci ha mostrato - dietro alla tragedia di vendetta - un nodo non risolto nell’animo di Amleto rispetto alla femmina da lui ingigantita quasi a divenirne il fantoccio e immediatamente negata sino a causarne la morte. Solo così Amleto “digerisce” la donna e può finalmente morire da intellettuale, dando voce e nome al silenzio che lo ricopre.
Il lavoro nelle prove è devoto alla parola e cerca le possibilità per contenere il verso shakespeariano e allo stesso tempo cogliere una modalità estetizzante che avvolga il freddo testo di Muller. Sono dunque le parole a plasmare i volti e i corpi degli attori, a governarli secondo la loro musica, a renderli poetici. E la partitura musicale può diventare un’ossessione elettronica che informa l’agire degli attori in scena oppure un’aria straziante che accompagna Ofelia verso l’acqua o ancora Gertrude che - bulimica – consuma il suo lauto pranzo sul corpo senza vita di Hamm-Let sulle note di Mia Martini.


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