Daniela Mattalia a Borgate dal vivo

Quando un nuovo romanzo incontra un festival giovane come Borgate dal vivo, il connubio è sempre vincente. Domenica 20 agosto alle ore 17.30 a Venaus (TO), Borgata Costa, sarà ospite Daniela Mattalia. Dialogherà con Alberto Milesi, direttore artistico e di produzione del festival, sui tempi del suo “La perfezione non è di questo mondo (Feltrinelli).

Dopo il successo dello scorso anno con Elena Varvello, vincitrice poi del Premio Borgate dal vivo, il primo festival letterario delle borgate alpine torna nel comune della Val Cenischia con un’altra autrice e un’altra storia da scoprire. La presentazione del libro avverrà nella suggestiva Borgata Costa, la più antica borgata di Venaus e sarà seguita da una vera e propria manifestazione costruita per animare la borgata durante tutta la serata, con un’area food e musica.

Una domenica, quindi, nel pieno spirito del festival, il cui scopo è quello di far rivivere piccoli centri montani. Quando questo avviene grazie alla collaborazione delle amministrazioni comunali e degli stessi abitanti delle borgate, l’obiettivo è raggiunto.

Daniela Mattalia, giornalista, è nata a Torino. Ha provato a vivere a Brescia, Genova e Verona prima di decidere che Milano, dove si è trasferita dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, è il suo habitat ideale. Lavora come caporedattore a “Panorama”, dove si occupa di tutto un po’ ma in particolare di scienza, dalla medicina all’astrofisica. Vive con il marito Luca e la setterina Bughi. Feltrinelli ha pubblicato “La perfezione non è di questo mondo” (2017), il suo romanzo d’esordio.

Torino, tra le Molinette e il Valentino.
Adriano, professore ottantaduenne che ha appena perso la moglie, ha un segreto di cui si vergogna un po’: da quando Giulietta non c’è più, continua a vederla tra le corsie delle Molinette, anche se sa che non può essere vero. O forse sì?
A soccorrerlo dal dubbio di essere sull’orlo della pazzia intervengono uno stravagante tassista, per il quale è normalissimo che i morti rimangano accanto ai loro cari, e altre tre persone che incrociano la sua strada: Gemma, libraia trentenne che nel fine settimana fa la volontaria al Filo d’Argento, un call center per anziani; Olga, un’arzilla zitella ricoverata con una gamba rotta; e Fausto, giovane grafico precario fidanzato a una ragazza della Torino bene e padrone di Archibald, bracco con il vizio di darsi alla macchia proprio nel parco dove Gemma fa jogging.
Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano, come in una danza, tra il parco e l’ospedale, dove si aggirano altre inafferrabili presenze. Perché chi l’ha detto che morendo si deve per forza andare nell’aldilà, in un paradiso perfetto, algido e lontano? Non è forse più consolante – e infinitamente più divertente – immaginare di poter restare nell’aldiquà, invisibili a tutti tranne a chi ci vorrà vedere, fantasmi della porta accanto con le piccole fissazioni e manie di sempre, con le nostre stupende imperfezioni?

Un folgorante romanzo d’esordio, che arriva dritto al cuore. Una commedia fresca e delicata, che si rivolge a tutti quelli che, almeno una volta nella vita, hanno sofferto per una perdita e che, con la sua dolcezza, aiuta a rendere più bello e abitabile il nostro fragile mondo imperfetto.