Paolo Di Paolo a Bruzolo (TO)

Dopo il successo dello scorso anno, Borgate dal vivo torna a Bruzolo (TO). Nuova location e nuovo autore, ma sempre con lo stesso entusiasmo da parte dell’amministrazione comunale e dei cittadini.

Venerdì 25 agosto, alle ore 18.00, in Piazza 2 giugno, Paolo Di Paolo presenterà “Una storia quasi solo d’amore” (Feltrinelli). A dialogare con lui ci sarà Luca Ferrando, collaboratore della rivista letteraria “Carie”.

Paolo Di Paolo è un giovane autore e giornalista, ma nella sua carriera ha già collezionato molte preziose partecipazioni. Come finalista sia per il Premio Strega che per il Premio Strega Giovani, rispettivamente nel 2013 e nel 2014, ma anche per il Premio Calvino e il Campiello. Insomma, in tutti i premi che contano, lui “ha messo il naso” e non è un caso che sia infatti molto apprezzato da tutti i suoi colleghi.

“Una storia quasi solo d’amore” è il suo ultimo romanzo.

Si incontrano una sera di ottobre, davanti a un teatro. Lui, rientrato da Londra, insegna recitazione a un gruppo di anziani. Lei lavora in un’agenzia di viaggi. Dal fascino indecifrabile di Teresa, Nino è confuso e turbato. Starle accanto lo costringe a pensare, a farsi e a fare domande, che via via acquisiscono altezza e spessore. Al di là dell’attrazione fisica, coglie in lei un enorme mistero, portato con semplicità e scioltezza. L’uno guarda l’altra come in uno specchio, che di entrambi riflette e scompone le scelte, le ambizioni, le inquietudini.

Tanto Nino è figlio del suo tempo (molte passioni spente, nessuna tensione ideologica), tanto Teresa, con il suo segreto, sembra andare oltre. Ostaggi di un mondo invecchiato, si lanciano insieme verso un sentimento nuovo, come si trattasse di un patto, di una scommessa. Accade sotto lo sguardo lungo e partecipe di Grazia, zia di Teresa e insegnante di teatro di Nino, attore giovane allo sbando. Proprio mentre crescono l’attesa e il desiderio, Grazia esce di scena, creando una sorta di “dopo” che rilegge l’intera vicenda di Nino e Teresa, il loro cercarsi là dove sono più profondamente diversi.

Paolo Di Paolo entra nel teatro della contemporaneità cogliendo i segni di un bene inaspettato, di una luce che si accende dove smettiamo di esigere garanzie, dove viene voglia di mettersi alla prova. E di capire se siamo in grado di vivere.

“E certo uno poteva aver visto nascere i fiammiferi e la locomotiva a vapore, il primo lampione a elettricità, il telefono, il televisore o il primo computer grosso come un comodino, ma nulla poteva essere più stupefacente di te, stasera, davanti a me” (Paolo Di Paolo, “Una storia quasi solo d’amore”, Feltrinelli)